La fine del 2025 segna un momento significativo per la politica commerciale degli Stati Uniti. Due provvedimenti distinti sono stati adottati a ridosso del nuovo anno: il rinvio degli aumenti tariffari su alcune categorie di mobili importati e il ridimensionamento dei dazi sulla pasta italiana.
Il primo provvedimento è stato firmato a poche ore dalla fine del 2025 e blocca temporaneamente rincari che sarebbero scattati il primo gennaio 2026. I nuovi dazi, pari al 25% su mobili da cucina e imbottiti, erano stati annunciati a settembre ed erano entrati in vigore a ottobre, con incrementi programmati fino al 50% e al 30% entro il 2026.
Donald Trump ha deciso di rinviare di un anno l’aumento dei dazi su mobili imbottiti, cucine e arredi per il bagno, spostandone l’entrata in vigore al 2027.
Sul fronte agroalimentare arrivano notizie incoraggianti per l’Italia. Il Dipartimento del Commercio statunitense ha anticipato alcune valutazioni sui dazi antidumping applicati a determinati marchi di pasta italiani, rivedendo drasticamente al ribasso le aliquote fissate in via provvisoria il 4 settembre. In quell’occasione, le aliquote erano state stabilite a un livello estremamente elevato, pari al 91,74%, generando forti timori per la tenuta del settore. La riduzione delle aliquote consente alle aziende italiane di continuare a operare negli Stati Uniti senza subire un blocco di fatto delle esportazioni.
