Insieme, l’UE e l’India, rappresentano la più grande zona di libero scambio del mondo, circa un quarto della popolazione mondiale, con due miliardi di persone, e circa il 25% del prodotto interno lordo (PIL) mondiale. L’accordo commerciale UE-India è il più grande accordo commerciale che sia l’UE che l’India abbiano mai concluso e darà all’UE un significativo vantaggio competitivo nei principali settori industriali e agroalimentari.
L’obiettivo è:
- rimuovere le barriere commerciali e semplificare le procedure
- aprire nuove opportunità di esportazione
- rafforzare la sicurezza economica dell’UE diversificando l’offerta
L’UE e l’India commerciano già beni e servizi per un valore di oltre €180 miliardi all’anno, sostenendo quasi 800.000 posti di lavoro nell’UE. Si prevede che l’accordo avrà un forte impatto positivo sull’economia dell’UE.
L’accordo garantirà alle aziende dell’UE un accesso privilegiato al Paese più popoloso del mondo (circa 1,5 miliardi di persone) e alla quarta economia più grande.
Con 6.000 aziende europee che operano in India, l’accordo aumenterà la competitività e creerà nuove opportunità in più settori.
I principali vantaggi per gli esportatori dell’UE sono:
- accesso preferenziale al mercato dei servizi indiano, compresi i servizi finanziari e il trasporto marittimo
- assistenza alle piccole imprese dell’UE per beneficiare di nuove opportunità di esportazione
- procedure doganali più veloci e semplici
- un ambiente aziendale più aperto, stabile e prevedibile
- forte protezione e applicazione dei diritti di proprietà intellettuale, compresi copyright, marchi, disegni e segreti commerciali
Vantaggi importanti ci saranno anche per il settore dell’agricoltura:
- mantenere le tariffe attuali su prodotti sensibili come carne di manzo, zucchero, riso, carne di pollo, latte in polvere, miele, banane, grano tenero, aglio ed etanolo
- consentire importazioni limitate di prodotti come carne ovina e caprina, mais dolce, uva, cetrioli, cipolle essiccate, rum fatto di melassa e amidi
Un meccanismo di salvaguardia bilaterale consentirà di intervenire qualora le importazioni dovessero causare difficoltà.
Sono previste norme rigorose in materia di salute e sicurezza alimentare.
Gli europei godono di cibo sicuro e sano grazie ai più alti standard sanitari e alimentari del mondo e questo nuovo accordo li salvaguarderà. Per garantire che questi standard siano mantenuti la Commissione intensificherà gli audit e rafforzerà i controlli alle frontiere sui prodotti alimentari, animali e vegetali importati. Saranno rafforzate le ispezioni e gli audit dei prodotti importati, in particolare sui pesticidi e sul benessere degli animali
Un altro obiettivo è quello di promuovere il commercio sostenibile
L’accordo va oltre il commercio. Include impegni in materia di sostenibilità, diritti dei lavoratori e cambiamenti climatici. L’accordo impegna sia l’UE che l’India ad attuare l’accordo di Parigi sul clima, sostiene l’emancipazione economica delle donne
tutela i diritti dei lavoratori, garantisce un’attuazione efficace, con le organizzazioni della società civile che svolgono un ruolo attivo ed istituisce una piattaforma per la cooperazione sulle questioni ambientali e climatiche legate al commercio.
L’UE e l’India hanno iniziato a negoziare un accordo di libero scambio nel 2007. I colloqui sono stati sospesi nel 2013 e rilanciati nel 2022. I negoziati si sono conclusi con successo nel gennaio 2026.
Oltre all’accordo di libero scambio, l’UE e l’India stanno negoziando anche accordi sulle indicazioni geografiche e sulla protezione degli investimenti.
Prossime tappe
Per quanto riguarda l’UE, i progetti di testo negoziati saranno pubblicati a breve. I testi saranno sottoposti a revisione giuridica e a traduzione in tutte le lingue ufficiali dell’UE. La Commissione presenterà quindi la sua proposta al Consiglio per la firma e la conclusione dell’accordo. Una volta adottati dal Consiglio, l’UE e l’India possono firmare gli accordi. Dopo la firma, l’accordo richiede l’approvazione del Parlamento europeo e la decisione del Consiglio sulla sua conclusione affinché entri in vigore. Una volta che anche l’India avrà ratificato l’accordo, esso potrà entrare in vigore.
Seguiranno aggiornamenti appena disponibili
